……. Fuggirono la terra e il cielo e non 

 si trovò più luogo per essi. E vidi i morti,

e grandi e piccoli, dritti davanti al trono,

e i libri furono aperti….. e furono giudicati

i morti dalle cose dei libri secondo  le loro

opere e il mare restituì i morti che in esso

si trovavano…. E io vidi un cielo nuovo e

una terra nuova….e vidi la città santa, ….

 

 

 

 

 

Sfido a cercare per i “muri sacri” un più lucido

e concettoso maestro del colore che abbia

saputo interpretare con pari equilibrio e

bravura il tema descritto da San Giovanni

in cui roteano gli angeli, i cavalli apocalittici,

la fine dell’umanità, il grande incendio in cui

saranno fuse le capitali del mondo, Cronos il

Tempo e, al centro del vortice in cui tutto si

ammortizza e si rappacifica, 

il Cristo e la sua Chiesa......

Don Giogio Longo  -  L'Eco di Bergamo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……il grandioso affresco eseguito dal pittore

milanese Walter Bellocchio sull’abside della

 Chiesa di Santa Maria di Sotto del Conventino.

La meravigliosa opera si ispira all’Apocalisse di

San Giovanni Evangelista e propone alla

 meditazione il mistero della Palingenesi, cioè la

“nuova creazione” che si stabilirà alla fine del

 mondo, secondo le visioni giovannee.…….

La “nuova creazione” scaturisce da Cristo

e dall’opera della sua Chiesa, sua mistica sposa,

 le cui immagini compaiono al centro dell’affresco.

Sopra di loro il “grande trono bianco” con assiso

il “ Cronos”, quindi i cavalli dell’Apocalisse;

…… il tutto riassunto e compreso in oltre

40 metri quadrati di superficie che abbraccia

tutta l’abside dal cornicione al pavimento……

 e nell’interpretare il soggetto proposto

 dall’Evangelista Giovanni, l’artista milanese si

è trovato a servirsi della sua tavolozza con

grande capacità e, diremmo, autorità.

I suoi colori hanno avuto modo di realizzarsi come

meglio forse non si poteva pensare…..

 Lino Lazzari   -  L’Eco di Bergamo