ARTISTA DEL XX SECOLOWalter Bellocchio

WALTER BELLOCCHIO

nasce a Milano il 1 gennaio 1929

muore a Menaggio sul Lago di Como

il 19 luglio 2017

Frequenta l’Accademia di Belle Arti a Milano e successivamente inizia la sua professione di scultore su marmo, granito e bronzo.

Contemporaneamente si dedica alla pittura che con il tempo diventa la sua attività principale.

Autore di oltre trecento opere nell’arco di un quarantennio, tiene le prime mostre a Milano e, successivamente, altre personali in varie città italiane.

A Bergamo realizza un importante affresco in una Chiesa della città.

Nell’anno che precede la sua scomparsa, pubblica un libro di poesie che raccoglie gli scritti di una vita.

LA SINTESI DELL’UOMO E DELL’ARTISTA

Diventa sempre più leggibile, nella storia di Walter Bellocchio, nella sua assidua ricerca, nel grembo delle forme, la tensione verso la rappresentazione di una contemporanea Gigantomachia. Non si lotta contro gli dei dell’Olimpo; l’uomo, esaltato nella sua forza, combatte dentro, e contro se stesso. E’una condizione drammatica ecco perché Bellocchio predilige il colore del sangue e del fiele, che investe tutti gli atti della vita.

Mentre scatena la propria energia, l’uomo ne misura la cecità, la vanità, senza il lume dello spirito. Dall’affronto aggrovigliato scaturiscono spasimo e malinconia, arroganza ed umiltà, ribellione ed umiltà, violenza e tenerezza, V’è,  anche,  una progenie di titani, sgorgata dagli angeli ribelli e dalle discendenti di Caino; e l’uomo di esaltate proporzioni, che stupì gli Ebrei, affacciatisi alla terra promessa.

Saba risentiva in sé: “qualcosa dei giganti, che la scalata al ciel vollero dare”.

Walter Bellocchio mette in scena la macchina umana, nel suo peso di muscoli, di carne; mette a nudo, scortica la condizione esistenziale dell’uomo; si esercita su quella corda che, secondo Nietzche, egli è “legata fra l’animale e il superuomo , una corda sull’abisso”.

Un’impresa che, oltre i valori estetici, conferma la vocazione di Bellocchio alle grandi e complesse strutture dell’affresco, in cui rappresentare, finalmente, l’Uomo esule sulla Terra.

Alberico Sala, critico d’arte de il Corriere della Sera 

CROCEFISSIONE A VAILATE

Chiesa di San Giuseppe – PALA D’ALTARE – VAILATE (CR)

 

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Affresco Apocalisse

Affresco eseguito da  Walter Bellocchio sull’abside della Chiesa di Santa Maria di Sotto del Conventino.

La meravigliosa opera si ispira all’Apocalisse di San Giovanni Evangelista e propone alla meditazione il mistero della Palingenesi.

Affresco Palazzo Brentano

Walter Bellocchio ha voluto rappresentare, sulle volte del soffitto, le stagioni della natura e le stagioni dell’uomo.